di Loretta Napoleoni
Oggi e’ Liberation Day, il 2 aprile onde evitare la data del 1 aprile, il tradizionale pesce d’aprile. Che succedera’? Meglio ancora, succedera’? Lo sapremo domani o forse neppure domani dal momento che Trump cambia le carte in tavola continuamente. Ma supponiamo che tutto vado come previsto, cosa pensa il mondo ‘razionale’, quello estraneo al MAGA, cosa potrebbe succedere, quali gli scenari possibili?
Quella di Donald Trump potrebbe diventare la più radicale e pericolosa riforma commerciale degli ultimi cento anni, un terremoto economico destinato a mandare in frantumi il delicato equilibrio del commercio internazionale. Questa la narrativa ufficiale. Le nuove tariffe sono vissute come la dichiarazione di guerra a un intero sistema globale che l'America stessa aveva contribuito a costruire nel secondo dopoguerra, un sistema che Trump ora accusa di aver tradito gli interessi dei lavoratori e delle fabbriche americane.
Gli echi della storia risuonano sinistramente e ce lo ricordano economisti autorevoli, che non esitano a paragonare questa mossa al disastroso Smoot-Hawley Act del 1930, la legge tariffaria che inasprì la Grande Depressione trasformandola in una catastrofe mondiale. Naturalmente Trump non e’ d’accordo ed insiste sulla necessità’ dio un riequilibrio economico attraverso la rimozione di vantaggi comparati fittizi. Si tratta di una forte retorica nazionalista che pero’ potrebbe nascondere qualche grano di verita’. Il punto e’ pero’ un altro: e’ quello che sta per crollare il miglior equilibrio possibile oppure ne esiste un altro, migliore, che Trump vuole raggiungere. In assenza di una risposta i mercati tremano.
L'effetto domino sta già mostrando i suoi primi devastanti effetti: il Nikkei crolla del 4% in una sola seduta, lo yuan vacilla pericolosamente, l'euro mostra segni di affanno mentre la Borsa di New York entra ufficialmente in territorio di correzione. Christine Lagarde, alla guida della BCE, ha convocato d'urgenza i vertici europei per preparare il peggio, sostiene che l’Europa sia sull'orlo di una crisi che potrebbe rivaleggiare con il 2008. Intanto, oltreoceano, il Canada - tradizionale alleato e partner commerciale - sta vivendo il più drammatico ripensamento delle sue relazioni economiche con gli USA da quando il NAFTA venne firmato. Carey, il nuovo premier canadese e’ entrato in rotta di collisone con Trump e cerca di staccarsi dal mercato americano.
Ma anche Trump gioca con il fuoco. I prezzi al consumo potrebbero schizzare in alto, con automobili più care di 2.500 dollari, le piccole imprese potrebbero fallire e i lavoratori manifatturieri scoprire che le esportazioni crollano comunque. Il Regno Unito post-Brexit potrebbe tentare di sfruttare la situazione ma rischiando di alienarsi l'UE, mentre la Cina potrebbe rispondere colpendo settori sensibili come l'agricoltura americana.
Uno studio condotto dal Financial Times dimostra che nessuno uscirebbe indenne da una guerra commerciale: se Trump andrà fino in fondo con i suoi dazi, il mondo potrebbe ritrovarsi in una nuova era di stagnazione, inflazione e instabilità, con conseguenze potenzialmente peggiori della crisi del 2008.
In questo clima apocalittico, una domanda riecheggia nei corridoi del potere da Washington a Pechino, da Bruxelles a Tokyo: Trump sta davvero preparando l'America a un nuovo secolo di predominio industriale, o sta inconsapevolmente scavando la fossa del sistema economico globale così come lo conosciamo? La risposta potrebbe arrivare molto prima del previsto, perché quando le prime tariffe entreranno in vigore, l'effetto domino sui mercati e sulle economie potrebbe essere immediato e devastante. Una cosa è certa: qualunque sia l'esito di questa pericolosa scommessa, il mondo del dopo-"Liberation Day" non sarà mai più lo stesso.
Fonte L'Antidiplomatico
E' tutto in stretta correlazione, in equilibrio perfetto sulla lama di un rasoio.
Una microscopica variazione e tutto il sistema affonda miseramente come il Titanic ma senza il Carpatia a salvare i naufraghi.
Strano che Trump, imprenditore di nascita, non se ne renda conto.
Se invece se ne rende conto e ha un suo piano ben preciso, dovrà lasciarlo ai suoi nipoti: non penso proprio che possa essere un piano a breve termine.
Premetto che non so nulla (tabula rasa) di economia. Perdonate la probabile castroneria.
Dato che Trump è una pedina di Israele che non si fa scrupolo alcuno di desertificare tutto quello che gli sta attorno, spargendo pure palate di sale, non è che ha ricevuto ordini di distruggere l'economia mondiale in stile "Muoia Sansone (Trump) e tutti i filistei" per poi, come una fenice con la stella a sei punte, ricostruire tutto in salsa ebraico-israelita?
La stampa (inglese) ci sta dando dentro alla grande, visto che ci sono tanti devastati mentali che parlano di “nazismo” negli USA e ritengono che essi “abbiano abbandonato” l'Occidente. Gli inglesi sono sempre stati dei maestri in questo: “Divide et impera”. Adesso più che mai è importante avere ben in mente un solo e unico obiettivo principale: mandare in bancarotta la “cricca di Davos”. Farà di tutto pur di sopravvivere, come abbiamo visto con la tentata intermediazione dei titoli sovrani americani a Londra e il “proxy” canadese per accedere, attraverso una nuova “backdoor”, al mercato degli eurodollari. Il caos e la confusione che suddetta stampa alimenta è propedeutica a un sempiterno scontro ricercato tra USA e Russia da parte della “cricca di Davos”. Questa è gente pericolosa e lo stiamo vendendo da come accelerano le cose in Europa, verso il peggio, dove lo stato di diritto è ormai un orpello che si può tranquillamente buttare nella raccolta dell'umido. Come ho descritto nei Capitoli 5 e 6 del mio ultimo libro, “Il Grande Default”, il sistema post-Seconda guerra mondiale è giunto alla fine e questo la classe dirigente lo sa: la scelta è duplice, un arretramento dello stato amministrativo o una caduta nel baratro del “tecno-comunismo”. Quest'ultimo è il futuro che stanno scegliendo l'Europa e l'Inghilterra. Gli USA, invece, si stanno muovendo verso qualcosa che è vagamente libertario e individualista; una cosa è certa, rifiutano la visione dei “globalisti” e questo è già tanto. Perché se si aggiusta questo problema, se si chiudono le scappatoie attraverso le quali i “globalisti” ottengono finanziamenti gratis, allora vengono risolti in un colpo solo una miriade di altri sotto-problemi. Ad esempio, il più grande mercato di intermediazione delle valute è a Londra. Il denominatore comune nel Forex è la sterlina. Nel momento in cui c'è un sistema che è stato creato “ad hoc” per sostituirsi allo SWIFT, il tuo business è pericolosamente a rischio. Oppure mentre i cialtroni dell'“eurospazzatura” chiacchierano, gli USA fanno i fatti. Che la corsa nell'industria tecnologica fosse solo a due (USA e Cina) era chiaro anche alle creature monocellulari, ma in questo modo, oltre a specializzare ulteriormente la propria offerta di prodotti, gli Stati Uniti possono concentrarsi esclusivamente sulla produzione senza dover sprecare risorse a “difendere” nazioni estere. L'emancipazione dalla narrativa “difendere Taiwan” diventa indirettamente un'offerta di collaborazione commerciale con la Cina. A questo punto inizia a chiarirsi un altro aspetto: la presunta autarchia degli USA, i dazi e le “annessioni” di Canada/Messico, altro non sono che la liberazione da tutte quelle appendici che venivano usate dalla narrativa guerrafondaia per impedire alla nazione di esprimere il suo pieno potenziale e quindi tenerla continuamente in uno stato di spesa frenetica per servire obiettivi oltreoceano: Londra e Bruxelles.
francescosimoncelli.com/.../...
La cultura del consumo è un'arma, una delle tante a disposizione dei popoli "evoluti".
In America ,leggevo , molti sono in difficoltà per reperire materiali a prezzi triplicati e nel vendere prodotti che in altri paesi osteggiano
In Canada si propaganda il non acquisto di prodotti USA , e persino Tesla è in difficoltà per l'aumento dei materiali di produzione .
Vediamo quando questa tendenza finirà .
Certo che finché gli Stati Uniti avranno un deficit folle fornendo forse anche dati fasulli su oro che non possiedono non credo che la qualcosa cambi .
Trump tra dazi, licenziamenti e chiusure sta cercando introiti ovunque , ma forse sta facendo il passo più lungo della gamba .
Quello che Trump racconta come le tasse al resto del mondo in realtà sono tasse ai consumatori americani sulle importazioni
Il messaggio reale è "gli americani devono consumare meno"
Ha ragione!!!
Chi invece pretende che gli americani continuino a importare più di quello che esportano hanno chiaramente torto
Tutto ciò farà crollare i mercati e manderà il mondo in recessione?
Può essere, ma la crisi serve per riportare su un sentiero sostenibile l'economia mondiale che si alimentava di uno squilibrio continuo e sempre maggiore della bilancia commerciale americana.
Sì l'evento può essere storico perché questo modello di sviluppo è cominciato con Reagan e rischia di finire con Trump che a parole dice di copiare Reagan e nei fatti fa l'opposto. Come sempre
È comunque un fallimento degli Usa che di fatto certificano di non essere stati in grado di innovare abbastanza. Si è voluto credere che gli americani potessero lasciare agli altri dei lavori per concentrarsi su ricerca ed innovazione e che i territori inesplorati avrebbero generato molti più profitti ed esportazioni dei settori maturi. Così non è stato. Gli Usa devono ritornare a lavorare e a produrre a casa loro
L'obiettivo di Trump comunque non è causare l'apocalisse ma convincere chi esporta negli Usa ad accettare di importare di più anche a prezzi maggiori.
Il tipico esempio può essere il gas e il petrolio
"Potete continuare ad esportare i vostri prodotti negli Usa, trovare un altro mercato sarebbe più difficile, per riconvertire la vostra economia ci vorrebbe molto più tempo, però comprate gas e petrolio da noi anche se quello russo o venezuelano o iraniano costa la metà"
Ma che bello vedere quei vecchi sederi cadenti e rinsecchiti della UE/BCE, correre nei vari salottini a buffet, per indire riunioni di emergenza...
Vecchio Trumpone avanti così....Fare tabula rasa....Mi raccomandando, visti i precedenti, e la strada che intendi (forse) percorrere, consiglio di mandare in giro il sosia, perchè i cecchini potrebbero aumentare in numero e qualità di tiro.
Il fuck EU, di quella anima bella della nuland, era solo l'antipasto...
Non vedo l'ora di vedere serviti primo, secondo, dolce, caffè, ammazzacaffè....Modalità pop corn attivata da tempo.
Ad oggi le evolute economie uccidentali hanno vissuto di capitalismo finanziario e speculativo.
Poi c'è una piccola parte di economia produttiva e reale, per la maggior parte delocalizzata da anni, ed infine c'è ancora qualche PMI, o piccole ditte individuali o artigiane, ostaggio dei cari amici parassitanti sempre pronti ad alzo zero. Per fortuna a breve ci regaleranno il Fantastisbalorditivo euro digitale grazie al quale: pagheremo meno pagheremo tutti.
Il mondo è arrabbiato perché vorrebbe tanto consegnare agli americani i suoi prodotti frutto di ore di lavoro in cambio di pezzi di carta stampati ma il Presidente degli Usa è contrario
Non si vuole lavorare per produrre qualcosa in cambio di qualcos'altro. Si vuole lavorare per un pezzo di carta e lo stronzo è quello che ti dice che forse è meglio se consumi un po' di più o se lavori un po' meno
Perché è chiaro che o gli americani consumano meno e producono di più o il resto del mondo deve consumare di più o lavorare meno
E questa idea del lavoro fine a se stesso propria della cultura tedesca giapponese e cinese raggiunge il suo apice quando i russi che hanno tante di quelle materie prime che potrebbe vivere nel lusso sono stati convinti ad andare a crepare in Ucraina altrimenti chissà cosa potrebbe succedere
Qualsiasi crisi economica ci sarà, non sarà mai grave come quella mentale
Su come reagire ai dazi di Trump si sono già formati due schieramenti: i guerrafondai e quelli razionali
I guerrafondai presi dall'emotività hanno questo slogan "Se Trump ci tira un pugno noi glielo tireremo più forte"
A parte la propaganda non c'è nulla di logico.
Se noi vendiamo agli Usa 200 e compriamo 100, non ci vuole un genio a capire che se tiriamo su i muri noi perderemo 200 di esportazioni e gli Usa 100.
Cercare di impedire un processo di riduzione del deficit commerciale americano è come pensare di fermare la pioggia alzando le mani
I razionali invece sanno che la concorrenza fa bene e che mettere nuove tasse sui consumatori europei che dovrebbero consumare di più è un controsenso.
Quindi la soluzione non è imporre nuovi dazi ma colpire quelle aziende americane oligopolistiche. Meglio ancora sarebbe investire per creare dei competitor europei nel settore dei social, dei sistemi operativi, nei circuiti di pagamento, nei microchip avanzati, dei motori di ricerca e intelligenza artificiale
Quindi, No alla reazione di pancia, ma alla soluzione ragionata.
La prima vittima dei dazi è il consumatore.
Lasciamo che Trump punisca i consumatori americani ma non chiediamo ai nostri governanti di fare lo stesso
Supponiamo di prende una cifra di denaro: 1000$ e di spenderli negli Usa
Poi convertiamo la stessa cifra in euro e li spendiamo in UE, lo stesso facciamo con lo yen in Giappone e lo yuan in Cina
Se negli Usa con 1.000$ acquisto X, in Europa acquisto il 40% in più, in Giappone il 50% in più ed in Cina il doppio.
I dazi non servirebbero se le valute avessero un tasso di cambio tale da garantire la parità di potere d'acquisto
Mentre tutti parlano della scorrettezza di Trump nell'imporre i dazi, nessuno denuncia l'enorme svalutazione competitiva delle valute dei Paesi competitor
PS: in Russia acquisto 4 volte
BASTARDI YANKEE DI MERDA.
Detto questo,
faccio notare come il Trump si sia risentito dell'abbigliamento di Zelensky
quando era andato a trovarlo alla cacca bianca.
Invece, quando entrano alla cacca bianca personaggi peggio vestiti,
come ad esempio l'ultimo arrivato l'altro giorno che era praticamente vestito come una bandiera a stelle e strisce tipo lo zio sam, allora tutti muti.
Soprattuto lui, il buffone Trump. che costantemente si fa vedere in tutte le occasioni col solito cappellino da baseball.
Certo, come no,
l'abito giacca e cravatta con cappellino da baseball (oltretutto di color rosso)
è risaputo essere il miglior abito rappresentativo la carica di presidente degli usacanaglia.
Un abito, un modo di vestire, quello col cappellino da baseball,
che sarebbe molto più rispettoso dell'abito di Zelensky.
Ma andatevene affanculo fottuti yankee bastardi di merda.
per quanto riguarda l'articolo, ovviamente i fottuti yankee di merda stanno preparando una nuova crisi monetaria mondiale per salvare il salvabile sul dollaro.
Infatti proprio negli ultimi giorni corsa mondiale al riparo primario dell'oro.
Del resto gli elettori americani nauseati dal conformismo del pensiero unico hanno preferito dare il potere politico a chi detiene già il potere economico.
E' il grande reset, bellezza
La gente vorrebbe sognare, ma non sa cosa sia un sogno.
La gente parla di logica, ma non la usa.
Viviamo in una bolla dove milioni di donchisciotte combattono i mulini a vento.
Quanto amiamo parlare di mostri dai mille nomi e di battaglie epiche: commercio internazionale, dazi, destra, sinistra, bitcoin, indici di borsa, PIL, banche, partner commerciali, trattati, accordi, denaro in qualsiasi forma, Financial Times e altri cantastorie, stagnazione, inflazione, instabilità, guerre giuste e ingiuste, crisi di ogni tipo, epidemie, pandemie, cure, vaccini... cazzo!
Prima accettiamo tutto come naturale e inevitabile e poi combattiamo contro noi stessi e le nostre scelte.
E poi ci sono questi super mostri, questi giganti, questi Leader, questi Big, questi megalomani del cazzo.
Putin e Trump dovrebbero prendere una casa insieme, andare in pensione e togliersi dalle palle una volta per tutte.
Ma purtroppo non servirebbe a nulla perché loro sono figli di questo sistema malato che è frutto di un pensiero malato che dura da millenni e il mondo è stracolmo di persone come loro e quasi tutti li seguono come i topi seguono il pifferaio.
In fondo la globalizzazione senza la parità salariale produce inevitabilmente sfruttamento da una parte e disoccupazione dall'altra.
Vedremo se i dazi riusciranno a riequilibrare il sistema, certamente Donald Trump era l'unico leader a poterli imporre.
L’aver però lasciato che le grandi industrie andassero a delocalizzare all’estero le loro fabbriche, per poter usufruire di manodopera a bassissimo costo e non avere tutta una serie di leggi, regole e norme, che aumentavano i costi produttivi, è una cosa che ha portato le nazioni occidentali ad impoverirsi, e milioni di cittadini alla disoccupazione.
Ora, che ci siano economisti ad ammonirci sul fatto che questo comporterà problematiche quali inflazione, stagnazione ecc. e sono gli stessi che non hanno detto nulla riguardo alle liberalizzazioni economiche, che così tanto hanno pesato sull’impoverimento dell’occidente, mette rabbia e toglie loro ogni credibilità.
Il segnale che arriva dagli Stati Uniti è che, quello che siamo in grado di costruircelo, dobbiamo produrcelo a casa nostra e importare il meno possibile da paesi come Cina.
Per fare un esempio banale è come i campani che bevono acqua imbottigliata in Veneto, mentre i veneti bevono quella prodotta in Campania; ognuno si beva la propria acqua.
Trump è un caciarone, e fa anche molti sbagli ma, il richiedere che le aziende ritornino a produrre in America è una cosa positiva per il popolo, perché così si aumentano i posti di lavoro, i lavoratori disoccupati torneranno ad avere uno stipendio con il quale potranno comprare le merci; e lo stesso dovremmo fare anche noi.
Dante Bertello.
CONDIVIDO IL TUO SOSPETTO, ovvero "non è che ha ricevuto ordini di distruggere l'economia mondiale in stile "Muoia Sansone (Trump) e tutti i filistei" per poi, come una fenice con la stella a sei punte, ricostruire tutto in salsa ebraico-israelita?"
Come sappiamo le leve del potere alla fine portano sempre ai "soliti noti", i ruoli chiave che contano realmente sono troppe spesso occupati da Ebrei, e il modello del mondo così come lo vediamo e viviamo è in sostanza una loro creazione. Sappiamo anche che, purtroppo per loro, il PIANO COVID è alla fine miseramente fallito, piano che prevedeva il crollo globale per un rifacimento ex novo secondo un modello di controllo dall'alto con l'accondiscendenza e la remissività della maggior parte delle "pecore".
CI STANNO RIPROVANDO e Trump è la giusta pedina (non ignara), così come è il loro perfetto emissario per realizzare il sogno del Grande Israele in Medio Oriente (e da qui in tutto il mondo).
Poi c'è la politica che si mette in mezzo, obbligando con la violenza scambi che non rendono più felici entrambe le parti, ma solo una delle due (o nessuna). Chi ha le bombe più grosse può permettersi di consumare di più producendo di meno, e nessuno si lamenterà di chi sfrutta il lavoro degli altri, perché le bombe sono sempre pronte a mettere d'accordo tutti.
Due geni dalla vista corta.
Al contrario i veneti comprando l'acqua della terra dei fuochi non ci fanno un grande affare. I
o per non sbagliare boicotto tutti i prodotti campani, nessuno escluso, e tutte le farine e derivati (al glifosato) che provengono dall'america. Manitoba in primis.
Il mio voleva essere un esempio. Ho indicato la Campania perché è li che imbottigliano la “Ferrarelle”, una delle acque minerali più conosciute (non avevo letto il commento di #18 Red_Max, dove anche lui aveva citato l’esempio delle acque minerali, altrimenti ne avrei fatto un altro)
RISPONDO A DANTEBERTELLI #20
Mi chiamo Bertello, con la “o” finale, scusa la pignoleria, ma non mi piace che venga storpiato il mio nome.
Il problema dell’inquinamento, temo, sia nazionale.
Tempo fa lessi che dei cinghiali uccisi nell’alto Piemonte in (val Sesia), ai quali erano state fatte analisi, erano stati trovati con tassi di radioattività di gran lunga superiori alla norma (cesio 137). I giornali hanno parlato di un retaggio dell’incidente di Chernobil, ma io ci credo poco.
Dante Bertello
Si capisco l'esempio, ma dall'esempio pur generico, ne traggo sempre spunto per ricordare l'italico modo di vedere e risolvere i piccoli problemi contingenti. Se ci troviamo oggi nel punto in cui siamo, lo dobbiamo anche a questi geni. Nessuno escluso. Cordiali Saluti
La necessità dello scambio è conseguente alla divisione del lavoro.
La globalizzazione economica risponde a un modello di divisione internazionale del lavoro.
E qui sorge una serie di ovvie domande: come è possibile parlare di divisione del lavoro a livello globale nello stesso momento in cui si parla di competizione tra stati/zone/blocchi valutari e commerciali?
Un modello che presuppone la piena collaborazione dovrebbe procedere grazie a una continua guerra economica (concorrenza)?
Altra ovvia domanda è come è possibile pensare di escludere la politica da processi internazionali che porteranno grandi vantaggi o svantaggi a intere nazioni?
Infine il WTO ha stabilito delle regole (REGOLE) e come in tutti i giochi le regole avvantaggiano qualcuno e svantaggiano qualcun altro.
Cioè l'organismo che sostiene la linea "ognuno scambi quel che gli pare", l'organismo che rappresenta meglio di chiunque altro il libero mercato ha stabilito delle regole.
A questo punto chiedo chi cazzo è il WTO per avere la legittimità di stabilire regole (per non parlare del FMI) mentre gli stati non potrebbero?
La vedo solo come la reazione pavloviana di personaggi abituati a salivare a comando quando sentono la parola "stato" e poi arrivano altre organizzazioni con una bandiera diversa e allora da quelli va bene subire ogni sopruso.
Aggiunge che i dazi non gli sembrano affatto il modo giusto per correggerla, anche se non fornisce nessuna ricetta miracolosa.
Il punto è che finora l'enorme deficit commerciale degli USA ha funzionato così: voi (stranieri/goym) andate nelle ferriere, nelle miniere, nelle fabbriche e fate quello che mi serve, e io stampo i soldi e ve li dò.
Quando qualcuno si sveglia e dice: non è ora di fare un po' cambio? gli Usa gli hanno scatenato contro una guerra devastante.
Quindi seppur in modo estremamente rozzo, incauto e non so quanto funzionale, i dazi di Trump stanno mettendo fine a tale sistema, o stanno ammettendo che tale sistema non regge più.
Qualcuno ha paventato che lo shock conseguente sarà sfruttato per un reset distopico; è un giusto timore, ma questa volta mi sento di dire che il reset potrebbe essere una grande opportunità anche per cambiare in meglio.
Ci sarà un momento in cui la bilancia sarà quasi in equilibrio e piccoli impulsi di forza potranno farla pendere da una parte o dall'altra.
Per cui credo che da ora si debba esercitare il massimo sforzo di formazione e informazione sul tema in modo da poter esecitare il nostro influsso.
Quello che sta succedendo è che loro hanno deciso il gioco, loro hanno deciso le regole però è arrivato il momento in cui non vincono più e allora hanno deciso di provare a cambiare
Questo comporta più incertezza ma tra avere la certezza di continuare a perdere e sparigliare è meglio sparigliare
Questo è il simbolo di Trump, l'uomo che spariglia
Se io guadagno ma gli altri guadagnano più di me non va bene. È meglio se perdo con gli altri che perdono più di me
Trump ha preso i voti di tutti quegli americani che, o hanno perso il lavoro, o rischiano di perderlo se continua l’andazzo di spostare la produzione in Oriente, e adesso deve far vedere che si da da fare. Ma anche le piccole e medie aziende, che non hanno i mezzi per spostarsi in nazioni concorrenziali, la pensano come lui.
Dante Bertello.
Mi sembra ovvio che il Presidente cerchi di riportare equilibrio in questa situazione cominciando a combattere il deficit della bilancia commerciale. Non mi sembra un atto ostile ingiustificato.
A proposito, mi avevano colpito, molti anni fa, le teorie spiegate in una conferenza qui in Ticino da un adepto del Mahatma Gandhi, che affermava come ogni stato, ogni regione, ogni città dovesse produrre il più possibile tutto quanto fosse necessario, senza importare da fuori. Questo avrebbe portato benessere e lavoro per tutti. La mondializzazione invece porta solo malessere sociale, disoccupazione e ricchezza per pochi.
Un'altra descrizione che mi ha molto colpito, quando la lessi anni addietro nel sito di Blondet, è quella dell'operato di Hjalmar Schacht (banchiere ebreo, secondo Blondet), che negli anni '30 prese in mano l'economia germanica allo sfacelo e riuscì a risollevarla rapidamente con delle soluzioni coraggiose (no, il salvataggio dell'economia tedesca non fu dovuto solo alla fabbricazione di armi).
Per chi vuole approfondire www.maurizioblondet.it/.../; www.maurizioblondet.it/.../ www.maurizioblondet.it/.../ www.maurizioblondet.it/.../
Gli Stati Uniti e noi avremmo bisogno di un altro Schacht.
I piani di predazione e regionalizzazione della Russia non sono una novita' e non sono nemmeno nascosti.
E' per questo che la morsa della NATO e' vissuta dalla Russia come rischio esistenziale.
La minaccia era ed e' concreta, e basterebbe vedere la reazione del West all'intervento russo per trarne evidenza.
Quoto.
Ci sono molti stati ricchi di materie prime (il primo esempio che mi viene in mente: Il Congo) con la popolazione allo stremo.
Senza Putin tutte le ricchezze russe avrebbero fatto la stessa fine di quelle congolesi, cadendo in mano per la maggior parte a rapaci stranieri, che avrebbero lasciato solo le briciole ai Russi.
Non potendo derubare la Russia, quegli stessi rapaci si accontenteranno ora di deprivare l'Ucraina di tutto, rendendola uno stato indebitato e da terzo mondo.
Per gli ucraini, secondo me, sarebbe meglio se si facessero conquistare completamente dalla Russia. Questo eviterebbe la spoliazione di tutte le loro risorse.
(scusate se sono andato un po' OT)
Verosimile.
Anche io mi fermo qui (OT).
(in passato ne circolava una variante con i carri armati attribuita a Churchill).
Mi critichi di aver scritto solo uno slogan banale, salvo poi ribadire con parole diverse gli stessi concetti. Le basi dell'economia sono quelle.
La politica è un altro discorso, la violenza è un altro discorso. Negli ultimi tempi le bombe più grosse ce le hanno avute gli americani, inclusa anche la dimostrazione che sono pronti a usarle, e con le bombe ci si può arricchire facendo lavorare gli altri. A quanto pare le cose ultimamente stanno cambiando, l'amministrazione della violenza sembra non essere più monopolio usa, chi è sveglio si adegua prima che sia tardi.
Possiamo anche tagliare il capello in 4, ma la sostanza è sempre la stessa.
L' imposizione di dazi è uno dei mezzi con cui agevolare questo processo.
Ovviamente si tratta di una cura importante, da cavallo, ma gli USA hanno enormi risorse naturali, economiche, militari ed onestamente Trump o non Trump questo è il momento giusto per tentare di invertire un processo che porterà inevitabilmente alla crisi del paese.
Il problema per l' Europa come al solito non è Trump, ma gli europei stessi cornuti e mazzati dagli USA che prima hanno spezzato l' alleanza economica tra europei occidentali ed orientali sfruttando la guerra russo - ucraina, costringendo gli occidentali a politiche economiche contrarie ad i propri interessi, per poi lasciarli con il cerino in mano addossando loro le colpe del conflitto ( Nuland chi? ) e tentando di ottenere anche da questo evento quanti più vantaggi economici diretti possibili ( sfruttamento minerario di ciò che rimarrà dell' Ucraina ).
Il problema è che l' Europa uscirà da questa guerra dei dazi malissimo devastata da un mercato interno da lei stessa impoverito per decenni priva della forza politica che ha la dirigenza americana nell' imporre certe scelte al proprio paese.
Se mala tempora han corso stiamo entrando in quelli che ieri peiora parantur.
E adesso chi lo dice ad Apple?
Dubito che i cinesi si taglieranno lo stipendio. Bisogna capire se Apple aumenterà i prezzi per i consumatori americani o se pagherà di tasca sua i dazi.
Non mi convince come tutte le guerre in genere, dove chi ci rimette è sempre lo strato basso, il popolo.
A meno che l'intento non sia, globalmente, distruggere per ricostruire faccio fatica a vedere altro. In questo frangente il reset ci sta tutto.
Che alla base ci sono sempre i costi di produzione. Che sia dumping salariale o sostituzione con il robottino.
Se l'intento è far sparire il medio piccolo per arrivare al sistema centralizzato collettivista a basso consumo la strada sembra quella giusta.
Come la moneta, servivano al paese per proteggersi dall'estero e tutelare le proprie attività economiche.
Una sorta di compensazione.
Esportare all'estero i capitali era vietato.
L' Italia era piena di manifatture e c'era lavoro per tutti.
I sistemi economici erano più stabili.
Poi è arrivata la globalizzazione, deindustrializzazione, speculazione finanziaria, i servizi al posto dell'industria, ecc
Meglio prima o adesso?
A parte questo ricordo i dazi sulle auto giapponesi negli anni 80, ecc.
Quando fa comodo anche qui in Europa..
Non capisco che 'entra il 1930..
Terrorismo economico fuori luogo.
È il lavoro che porta ricchezza a una nazione.
Sì però sul totale delle importazioni negli Usa i dazi erano il 2.3% nel 2024
Oggi sono al 23%
Mai così alti da 100 anni, bisogna andare ad inizio 1900 per trovare dei dazi più alti negli Usa
Comunque come già detto, il dollaro è troppo sopravvalutato. Una svalutazione del dollaro porterà probabilmente ad una riduzione dei dazi
Quello vigente è il “Sistema Globale” costruito dal 1990, dopo il crollo dell’unione sovietica, un sistema predatorio progettato su misura per avvantaggiare la finanza speculativa.
Trump oggi chiude i rubinetti del dollaro non a noi, ma a questi parassiti che succhiano il nostro sangue.
Da Macroléon a Loretta Napoléon…
A me sembra piuttosto evidente che l' imposizione di dazi ha il fine di rimettere in carreggiata il paese puntando al mercato interno.
Pensiamo all' Unione Europea: uno dei suoi manifesti prevedeva l' apertura di un mercato interno enorme rispetto alle possibilità delle economie nazionali, la libera circolazione delle merci, la creazione di infrastrutture logistiche erano dirette nel favorire e velocizzare tali scambi da sud a nord da ovest ad est.
Il liberismo europeo che nasceva per avere un senso riflesso sul continente è diventato una bomba economica declinato in chiave globalista rendendo arido quello stesso mercato la cui ricchezza 25 anni fa faceva promettere a Mortadella di lavorare un giorno in meno e di guadagnare un giorno in più.
Gli unici che mandano avanti questo mondo fittizio sono gli umani stessi, tutti, e questa bolla in cui viviamo non può essere aggiustata, soprattutto non da coloro che non ne sono i creatori e i principali attori.
Quindi riempirsi la bocca di libri di economia è alquanto ridicolo, perché stiamo parlando di aria fritta.
A qualcuno verrebbe mai in mente di polemizzare del gioco del Monopoli e di volerne cambiare le regole?
Il gioco è quello che è ed esiste per una ragione.
Se non ti piace, buttalo via.
Oggi esiste un altro mondo, chiamato metaverso, che interagisce con questo mondo reale, ma creato artificialmente.
Quindi è come se avessimo già due metaversi.
Da una vera prospettiva logica, non vedo alcuna ragione razionale per cui i congolesi o chiunque altro dovrebbero permettere a chiunque di sfruttare la loro terra/ risorse.
Ma anche questo nostro mondo artificiale ha una sua logica, ed è per questo che non capisco perché la Russia o qualsiasi altro paese al mondo, ad esempio la Groenlandia o un paese africano, non possano essere conquistati militarmente da altri.
Mi sembra logico e giusto, considerando che tutte le terre del mondo sono state conquistate allo stesso modo: attraverso guerre, uccisioni, genocidi.
“gli europei stessi cornuti e mazzati dai propri politici al soldo della cricca finanziaria sovranazionale”.
Non è stato nè Trump, nè Biden, nè nessun altra autorità USA a ordinarci di armare e finanziare Sniffolo contro la Russia, ma lo hanno fatto i nostri politici e i nostri media su ordine della mafia finanziaria.
Tant’è che, adesso che finalmente un presidente USA disobbedisce a suddetta oligarchia, Bruxelles, Londra e Parigi indicono d’emergenza coalizioni di volenterosi per continuare l’incarico.
Gli USA sono i diretti responsabili di quanto sta avvenendo in Europa prima, agendo su i propri vice rè sul continente, creando una frattura profonda tra europei occidentali ed orientali, poi riavvicinandosi alla Russia e lasciando che i suoi vice rè continuino politiche orientate a rendere l' Europa periferia americana e non centro dell' Occidente.
Perchè visto che l' hai tirata in ballo, diciamocela tutta questa folle politica dei vari servi europei non fa altro che continuare ad avvantaggiare guarda caso quegli Stati Uniti che tu consideri privi di colpa.
#47 kent12 non vi è nessuna ragione infatti per cui qualcuno fatti i propri conti non debba provare a a soverchiare l' altro a parte la possibilità di essere gonfiato come una zampogna, non so se tu ci hai mai provato e con quali risultati.
Il perchè nel secondo dopoguerra si è agito in modo meno diretto rispetto al passato è legato alla deterrenza nucleare che ha reso certi comportamenti molto pericolosi, nulla di più, nulla di meno.
Pazienza se i nostri filosofi ci raccontavano del neoliberismo e del turbo capitalismo che non esistono
Viceré di chi?
Te lo dico io: viceré del deep state sovranazionale che ha ucciso Kennedy, che ha organizzato centinaia di colpi di stato per il mondo, e che ha tentato più volte di uccidere l’attuale presidente USA.
Il deep state apolide dal naso adunco che aveva base fino a ieri a Washington, Londra e Parigi e che oggi ha perso Washington.
I responsabili di quanto sta avvenendo in Europa sono i leader europei, Draghi, Lagarde, Vonderlayer, e tutto il seguito di parassiti, e non obbediscono certo “all’America”, ma ai circoli massonici e mafiosi della finanza speculativa.
La finanza global ha usato l’Europa e gli ISA di Biden per attaccare la Russia, ora gli USA di Trump hanno preso a schiaffoni il loro pupazzo sniffolo e l’Europa insiste uscendone con le ossa rotte… è così facile da vedere!
www.marketwatch.com/#
www.investing.com/indices/major-indices
Sommati al mezzo milioni di dipendenti federali che Musk ha licenziato sicuramente costituiscono una stretta importante
Senza nulla di nuovo sarà difficile evitare la recessione
Crolla anche il petrolio e questo è sicuramente un'arma per portare Putin alla pace
Un tonico ci vuole ogni tanto.
Specchietto.
Io dazio ancor di più
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Che banda che abbiamo. Uno più scemo dell'altro.
Sembra di vivere nei film "una pallottola spuntata" o "scuola di polizia".
Anche i Tg ormai sono a secco. Solo casi mediatici a gogo
Ahahahah
Il bello è che chi più è pacifista sul versante ucraino più è guerrafondaio sul versante americano
"Rompiamo il culo a Trump, mica possiamo stare fermi a subire" dissero quelli che avrebbero voluto regalare l'Ucraina a Putin da 10 anni
Pensa che sono pacifista sia per l'Ucr. che per i dazi.
P.S.:
sarebbe più chiaro lo scippo dell'Ucraina alla Russia.
Posto che di Trump a me mi frega una cippa:
Secondo te uno che vedesse con favore - quali che siano i motivi - una Ucraina a cuccia sotto l'ala russa, per coerenza dovrebbe essere contento dei dazi di Trump? Boh. Io ci vedo piu' parallelismo tra le pareti del mio camino
Possiamo chiederci chi sono gli Stati Uniti. Sono l' attuale presidenza? Sono lo stato profondo fatto dall' apparato militare, dalle aziende farmaceutiche, dalle aziende elettroniche, informatiche, dalle società di affari tutte con velleità sovranazionali che vedono politiche protezionistiche come fumo negli occhi? Per come la vedo io sono entrambe . Gli USA oggi si presentano come un mostro bicefalo i cui leccapiedi, i cui vicerè hanno difficoltà di capire a chi rispondere.
Gli attuali vicerè europei sono ancora espressione dello stato profondo americano, sono espressione della precedente presidenza e quindi tendono a rispondere a loro anche perchè un salto di barricata e la Meloni lo dimostra non è banale, ma che rispondano a Trump o che rispondano alla fazione che per semplicità possiamo chiamare ex Biden fanno sempre e comunque gli interessi di qualcun' altro che non siamo noi e lo si vede anche nelle ultime notizie con la commissione europea che vaglia seriamente la possibilità di non rispondere alle sanzioni, ma da bravo cagnolino di mettersi a pancia in su ed aspettare le coccole del suo padrone.
Le cose sono così chiare che è difficile non vederle nella loro semplicità, non ci sono ne Ernst Stavro Blofeld ne la Spectre a cui dare la colpa dello stato delle cose, ne esiste un Trump nei panni di Bond che la contrasta.
Trump si limita a fare giustamente gli interessi statunitensi chiudendo i porti alle merci estere per favorire la rinascita del paese in considerazione anche del fatto, ultimo, ma non ultimo che attualmente non c' è nessuno che tali porti li possa riaprire a suon di cannonate come era uso fare 200 anni fa con i paesi riottosi alle merci delle varie compagnie occidentali, domani chissà.
Certamente, ma non solo.
Il fatto che un prodotto sia assemblato con componenti che provengono dagli estremi opposti del mondo comporta alcune conseguenze.
1) nessuno si fabbrica più un prodotto completo, perdendo così la sovranità economica sulle proprie merci. La produzione può essere bloccata agendo su un paio di fornitori di un altro continente...
2) l'assemblamento di componenti stranieri richiede un coordinamento industriale, ma anche finanziario. Questo sistema rende indispensabili i servizi bancari, che non solo costituiscono un pizzo pagato dall'industria alla finanza, ma accrescono la dipendenza dalla finanza (usuraia-apolide)
3) comportano un'isterizzazione dei trasporti (navi cargo e quel che segue). Ironico che gli stessi ambienti che dicono che respirando noi inquiniamo, poi fomentino un sistema che decuplica le emissioni.
tempi duri ci attendono ...
Del resto alla maggior parte dei consumatori interessa solo il prezzo, la qualità la percepiscono attraverso il marketing.
Nessuno in Europa penserà mai di colpire gli onnipresenti giganti del software/hardware/social/musica/film/serie tv a stelle e strisce
possiamo stare tranquilli