I ciarlatani del terzo millennio non si presenteranno col carrozzone in piazza, e non vi venderanno unguenti miracolosi che curano la gotta e l’orticaria, ma vi appariranno in un convegno super-tecnologico, armati di audiovisivi e di laptop, e vi venderanno bacchette magiche caricate di “energia punto zero”, che in pochi secondi vi faranno guarire da tutti i mali. L’unica cosa che avranno in comune, con i ciarlatani del passato, sono i metodi di dimostrazione sul campo, quelli “davanti ai vostri occhi”, poichè i trucchi a cui debbono ricorrere sono purtroppo sempre gli stessi.
Qualche settimana fa sono stato invitato – da una signora che sosteneva di avermi cercato per il mio “interessante” lavoro su Internet – alla dimostrazione pratica di un nuovo metodo di cura, che arrivava da Singapore.
“Negli ultimi 6 anni la compagnia ha già investito 1,8 milioni di dollari in Asia – mi disse al telefono - e ora sono pronti a sbarcare in America”. [Io vivo negli Stati Uniti]. “Praticamente – continuò la signora – hanno messo a punto un sistema di cura completamente nuovo, estremamente efficace, unendo la fisica quantistica con la meccanica quantistica.”
“Li me’ cojoni” – avrei voluto dire io, ma non conoscevo l’esatto equivalente in inglese.
“Di cosa si tratta, esattamente?” le chiesi.
“Guardi, si fidi di quello che le dico – mi rispose – Venga direttamente ad una dimostrazione, e le garantisco che assisterà a qualcosa che non dimenticherà più nella vita”.
“Va bene andiamo a questa dimostrazione – pensai – Se sono in business da 6 anni, e se addirittura pensano di sfondare in America, qualche cosa di solido devono averlo di sicuro”.
E così, in un tardo pomeriggio di luglio ci siamo incamminati verso Irvine, ...
Sono passati 41 anni dalla triste sceneggiata delle missioni Apollo, e l’unica cosa che ci rimane oggi, di quella “grande impresa”, è l’imbarazzo di quella mezza dozzina di poveracci che hanno dovuto fingere per tutto questo tempo di esserci andati.
Alan Bean è forse il più triste di tutti: non sa nemmeno dove siano le Fasce di Van Allen.
Ecco un altro momento tristemente noto delle missioni lunari: la conferenza stampa dell'equipaggio di Apollo 11, che sprizza allegria, energia e buonumore da tutti i pori, dopo essere riusciti in un'impresa così memorabile. Per loro l'imbarazzo è una parola che non esiste.
GIORNALISTA: Quando guardavate verso il cielo, riuscivate a vedere le stelle e la corona solare, nonostante la luce abbagliante?
ARMSTRONG: Non siamo mai stati in grado di vedere le stelle dalla superficie lunare, nella parte esposta al sole, a occhio nudo, senza usare gli obiettivi. Non ricordo, mentre fotografavamo la corona solare, quali stelle siamo riusciti a vedere.
COLLINS: Io non ricordo di averne vista alcuna.
Mentre Armstrong non ricorda quali stelle abbia visto, Collins - che è rimasto a girare da solo nel Modulo di Comando - non ne ha vista nemmeno una. Forse aveva gli oblò appannati.
In realtà, i veri eroi dello spazio non sono quelli che hanno accettato di raccontare la Grande Bugia, …
AVVISO di Massimo Mazzucco a tutti quelli che mi hanno scritto in PM.
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Date un ombrellone anche a me - di Marco Cedolin
E'arrivato veramente il momento di staccare la spina, anche perchè in caso contrario un colpo di calore potrebbe farlo perentoriamente al posto mio.
Sono stati 7 mesi difficili, questi d'inizio anno, permeati di foschi presagi, infarciti di tragedie, senza un attimo di requiem, tanto che quando decidevi di metterti a mangiare pane e ottimismo, improvvisamente dal desco spariva il pane e ti ritrovavi con il solo ottimismo, poco commestibile, ipocalorico e probabilmente pure transgenico.
Ho “goduto” della crisi economica, trasformatasi miracolosamente in una ripresa, costituita da imprese che chiudono, famiglie messe in mezzo ad una strada, ricatti occupazionali ed altri regali assortiti volti a praticare l’eutanasia di qualsiasi residua prospettiva occupazionale.
Ho tremato per la pandemia dell’influenza suina che fortunatamente ha risparmiato la vita di decine di milioni di persone, ma purtroppo ha fagocitato centinaia di milioni di euro, sotto forma d'inutili vaccini commissionati alle multinazionali farmaceutiche.
Ho passato molte notti di Gennaio e Febbraio a presidiare delle trivelle con 10 gradi sottozero, ...
In occasione della morte di Martin Fleishmann ripubblichiamo questa "lettera aperta al mondo" di Eugene Mallove, l'uomo che svelò l'inganno contro Fleishmann e Pons da parte dell'MIT per nascondere la verità sulla fusione fredda.
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[17/07/2010]Il giorno prima di venire ucciso in circostanze poco chiare, Eugene Mallove mandò una “lettera aperta al mondo” a Richard Hoagland, affinchè la pubblicasse sul suo popolare sito “Enterprise”.
Chi era Eugene Mallove?
Come tutti sanno, la Fusione Fredda fu dichiarata “morta” dall’establishment scientifico dopo che il prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology) annunciò di non essere riuscito a replicare in laboratorio la procedura descritta da Fleischmann e Pons per generare ”calore in eccesso” nel processo elettrolitico. In altre parole, disse il MIT, la Fusione Fredda non funziona, è solo un inganno colossale.
Quello che pochi sanno, invece, è che in seguito uno scienziato del MIT, Eugene Mallove, scoprì che i test di Fusione Fredda fatti dal suo istituto avevano in effetti registrato calore in eccesso, ma i dati erano stati manipolati prima della pubblicazione, per far apparire il contrario. Il MIT infatti rischiava di vedersi bloccare di colpo i finanziamenti miliardari che in quel momento stava ricevendo dal governo per la ricerca sulla fusione calda.
(Vedi anche: Rapporto 41).
Mallove denunciò il fatto e lasciò indignato il prestigioso istituto, dedicandosi da quel giorno alla ricerca personale, fino a diventare in pochi anni uno dei maggiori esperti e sostenitori della Fusione Fredda. (Il resto della sua vita ce la racconta lui stesso, nella lettera che segue).
Il caso di manipolazione dati del MIT può certamente servire da esempio per tutti coloro che amano fidarsi ad occhi chiusi dei cosiddetti “studi scientifici” fatti dai più prestigiosi istituti di ricerca del mondo. Più è prestigiosa l’istituzione, anzi, più può tornare utile per seppellire con un solo colpo un lavoro decennale di fondamentale importanza come quello svolto da Fleischmann e Pons sulla Fusione Fredda.
Nel 2004, dopo anni di battaglie esasperanti, Eugene Mallove era finalmente riuscito a convincere il DoE (Ministero dell’Energia) a riprendere studi e investimenti sulla Fusione Fredda. Poco tempo dopo è stato ucciso, …
di Dusty
Ogni tanto qualche giornalista riesce a stupire. Scott Pelley, redattore della trasmissione "60 Minutes" (CBS), decide di verificare di persona il fenomeno conosciuto come "fusione fredda", ritenuto dalla scienza ufficiale "scienza spazzatura".
Pelley intervista così lo scienziato McKubre, che da 20 anni lavora nel campo e che, a suo dire, ha raggiunto ormai risultati innegabili e sorprendenti. La scienza ufficiale però respinge ogni sua dichiarazione senza nemmeno degnarsi di verificarla, avendo già deciso che la “scoperta” di Fleishmann e Pons, che risale al 1989, non avesse alcun fondamento scientifico.
(La seconda parte del video all’interno)
A questo punto Pelley si presenta alla American Physical Society, l'associazione nel settore più importante d'America, per farsi consigliare uno scienziato indipendente che possa verificare il presunto "eccesso d'energia" dichiarato da coloro che sostengono la fusione fredda.
Gli viene suggerito Rob Duncan, uno scienziato esperto in misurazioni energetiche, …
di Marco Cedolin
Qualche giorno fa a Grugliasco, alle porte di Torino, le autorità, contornate da un nutrito codazzo di giornalisti, hanno presenziato all'inaugurazione del cantiere per la costruzione del nuovo forno inceneritore del Gerbido, prima di recarsi tutti quanti al rinfresco, dove fra un pasticcino e un sorso di spumante si sarebbe potuto dare libero sfogo al compiacimento derivante dal "regalo" fatto alla città da parte della classe politica che l'amministra.
Ad assistere al penoso teatrino, oltre ai disinformatori di professione, solamente un centinaio di contestatori delusi, più che arrabbiati, il che in una città che con l'hinterland supera il milione di abitanti significa l'assoluta mancanza di qualsivoglia reazione da parte della cittadinanza. In parole povere i torinesi ed i cittadini di Grugliasco, Beinasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli, hanno ritenuto giusto non interessarsi del nuovo megainceneritore.
L'inceneritore del Gerbido in compenso ha già iniziato ad interessarsi di loro, partendo dai portafogli, salassati per alcune centinaia di milioni di euro (cifra che continua ad aumentare progressivamente) necessarie per la costruzione, per arrivare alla loro salute che l'impianto metterà a repentaglio anche qualora continuino a restare voltati dall'altra parte.
Il megainceneritore brucerà 421.000 tonnellate di rifiuti/anno ma la capacità massima ...
Lo spettacolo di Marco Paolini sul Vajont, ricordato dal recente articolo di Povoleri, ha riportato in luce un problema che accomuna tutte le grandi tragedie di questo tipo, che siano state causate dall’uomo oppure direttamente dalla natura: chi è responsabile, in ultima analisi, delle decisioni da prendere?
Sembra infatti che l’uomo si sia perfettamente organizzato, nel cosiddetto mondo civile, per distribuire correttamente compiti e responsabilità in tutto quello che è di normale amministrazione: ogni scuola ha il suo preside, ogni ospedale ha il suo direttore, ogni società il suo amministratore delegato, e giù fino all’ultima gelateria, salumeria o carrozzeria di paese, dove troverai sempre la persona responsabile per la sua gestione. Quando si verifica invece un evento eccezionale, si scopre che alla fine la maggior parte dei problemi deriva proprio dalla mancanza di una figura che accentri in sè le responsabilità ed il potere decisionale necessari a fronteggiare quell’emergenza.
Chi ”comanda” oggi nel Golfo del Messico? Non lo sappiamo. La BP è proprietaria dei macchinari e degli impianti coinvolti ...
di Federico Povoleri
Era una serata di fine estate del 1997, il 9 ottobre per l'esattezza, e vivevamo in un mondo senza complottisti; non c'era ancora bisogno di questa categoria e nessuno l'aveva inventata. I dizionari della lingua italiana erano (e lo sono tutt'ora) all'oscuro di questo termine, ma la nostra grammatica conosceva bene parole come “strage di stato” e “strategia del terrore”.
Ustica, Bologna, Italicus, Piazza Fontana, Aldo Moro, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino... E’ lungo l'elenco di quelli che la TV, prudentemente, chiamava “misteri italiani”.
Certo, ufficialmente i responsabili erano la mafia, le brigate rosse, quelle nere etc. etc. etc. ma erano ben pochi gli italiani che ci credevano; molti sapevano, la maggior parte intuiva che la verità stesse altrove, e ne potevi parlare a cena con gli amici, in pizzeria, o in qualsiasi altro posto; non erano argomenti tabù, e quasi tutti concordavano sulle realtà che si celano dietro alle versioni ufficiali.
Non c'erano molti dubbi. I fiumi di sangue versati da giornalisti, testimoni e gente innocente stavano sotto gli occhi di tutti, …
Di petrolio nel Golfo del Messico ora ne sgorga un pò meno. In compenso comincia ad abbondare il Corexit, il composto chimico “disperdente” utilizzato dalla BP per “far sparire” il petrolio alla vista delle telecamere. Ma la sua tossicità sembra essere micidiale, ed i suoi effetti a lungo termine sono ancora tutti da scoprire.
Nemmeno di fronte ad un disastro di queste dimensioni gli uomini della BP e del governo federale – che ormai sembrano viaggiare all’unisono, contro il buon senso e contro la volontà popolare - hanno saputo rinunciare al classico atteggiamento “allopatico”, tipico della nostra cultura occidentale, che ti spinge a combattere il sintomo con un qualunque antidoto, anche a costo di danni collaterali mille volte più gravi.
Non importa se ammazzi tutto quello che c’è intorno, l’importante è che il petrolio “non si veda”.
Il Corexit infatti riesce a disgregare il petrolio fino a renderlo invisibile, ...
di Marco Cedolin
La crisi economica sta imperversando in maniera sempre più drammatica in tutto l’Occidente. Le imprese chiudono o delocalizzano, la disoccupazione sale a ritmo forsennato, diritti si vaporizzano, le prospettive occupazionali si riducono al lumicino. Sulla scia lasciata dalla manovra “lacrime e sangue” imposta al popolo greco, un po’ dappertutto s’impongono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani. Le mense della Caritas conoscono un sovraffollamento mai sperimentato prima, in strada scendono sempre nuovi senza tetto, con gli Stati Uniti che tirano la cordata.
Aumentano in maniera esponenziale, anche se i media raramente ne danno notizia, i suicidi e le tragedie familiari aventi per protagonisti persone strozzate dai mutui e rimaste senza lavoro.
Un quadro a tinte fosche, condito dalle promesse dei mentori del progresso che preconizzano improbabili “riprese” che germoglieranno miracolosamente da quelle lacrime e dal quel sangue fagocitati in maniera sempre più famelica.
Eppure la crisi economica presenta anche un’altra faccia della medaglia,...
di Carlo Brevi
Loro ci hanno studiato. Essi sanno meglio di noi quello che noi sappiamo di noi stessi. Essi sono esperti nel premere i nostri bottoni, ad utilizzare le nostre emozioni contro di noi.
Ogni essere umano porta in sé una dote di pregi e di difetti, la sua anima è il risultato di una particolare alchimia in cui il bene e il male coesistono, creando un equilibrio che a seconda dei casi pende verso il primo o il secondo piatto della bilancia.
In questo equilibrio, quello a cui per natura gli esseri umani tendono quando si ritrovano nella collettività è una coesistenza pacifica, poiché la coesistenza pacifica è quella che garantisce un maggior vantaggio al singolo.
Si tratta di una questione pratica, prima ancora che morale: cooperare col prossimo porta vantaggi a tutti; ne beneficia il singolo, ne beneficia la collettività.
Queste considerazioni, d'altra parte, parrebbero essere smentite da una semplice osservazione degli avvenimenti che caratterizzano la storia degli uomini da millenni a questa parte.
Guerre, soprusi, saccheggi, odio ed intolleranza sono una costante nell’evolversi della civiltà umana.
Una apparente contraddizione, quindi.
Ma ad uno sguardo più attento, in seguito ad una analisi più approfondita delle vicende storiche, si può scoprire come nei secoli siano sempre stati gruppi di poche persone …
Leggi tutto: I ciarlatani del terzo millennio